Armi Taser

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All’ordine del giorno in Italia grazie al Ministro degli interni c’è l’adozione del taser da parte della polizia.

Siccome la cosa riguarda tutti noi ,bisogna chiedersi in quale situazione  l’introduzione del taser provocherà una riduzione dei morti ed in quale invece rischia di far crescere la violenza. Negli USA, dove molti girano armati, l’utilizzo dell’arma taser nei casi sospetti, riduce  l’uso delle armi da fuoco da parte dei poliziotti, anche se non è detto che questo riduca purtroppo i decessi. Infatti secondo un’indagine recente svolta da Amnesty international, tra il giugno 2001 e il mese di giugno  2012 almeno 515 persone negli USA sono morte dopo essere state colpite da ‘Taser’ durante il loro arresto , di cui il 90% non erano armati     (E.Campus”Convincere”)

Riflettendo su questi fatti, bisogna considerare che l’uso del taser è sempre giustificabile da parte della polizia perchè ufficialmente non è considerato letale, ma nella realtà non ha ridotto la violenza ed ha causato delle vittime

Dobbiamo poi considerare che se si consultano i dati pubblicati da Eurostat l’ Italia è uno dei paesi in cui ci sono meno delitti in rapporto al numero degli abitanti . 

Allora bisogna chiedersi in quale situazione  l’introduzione del taser provocherà forse una riduzione delle vittime ed in quale invece rischia di far solo crescere la violenza.

Nei paesi in cui quasi nessuno gira armato la polizia avrà l’abitudine di usarle a sua volta molto poco. Se qui introduciamo un’arma che sulla carta non è letale , la polizia potrà usare la nuova arma anche in situazioni sospette in cui normalmente non ne faceva uso e con conseguenze non sempre tranquillizzanti per i cittadini.

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Ricostruire dopo il crollo?

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Se fino ad oggi non è crollato nessun ponte autostradale pensare che questo sia un evento unico significa essere o irresponsabili, o cretini, o entrambe le cose.

Sicurezza è una parola che viene declinata dalla normativa fin dagli anni 50 in tutti i suoi significati possibili. Uno dei concetti più significativi espresso in quegli anni a proposito di sicurezza era quello di “presunzione di pericolo”. Da allora le norme in materia di sicurezza si sono articolate e sono state calate all’interno dell’organizzazione di tutte le aziende in termini di prevenzione e protezione.

Un paese attraversato da nord a sud e da est a ovest da catene montuose, che ha costruito più di 50 anni fa una rete autostradale di cemento armato che attraversa tutti i valichi e tutte le montagne non può non porre il problema della sicurezza autostradale senza considerare il concetto di prevenzione.

Allora, dopo che si sarà accertato se c’è stata omissione o negligenza nella manutenzione, anche nel caso non improbabile in cui si dimostri che è stata effettuata regolarmente la manutenzione normalmente prevista, è necessario che le responsabilità vengano declinate non in termini di regolarità formale, ma di professionalità  nella prevenzione su di un’opera particolarmente fragile, sovraccarica e rischiosa. Infatti è solo partendo da un’interpretazione in chiave dinamica della sicurezza che si potranno spingere in futuro  i gestori delle infrastrutture autostradali a ricostruire i ponti pericolosi prima del loro crollo e non dopo.

 

Michele Partesotti

Sopravvivere a scuola

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Che l’insegnamento sia altamente impegnativo e spesso stressante non è una novità
In una ricerca datata ma molto rigorosa,elaborta da INPDAP-ASL di MILANO- Univ. Del Piemonte“Avogadro “ intitolata “il giardino dei Getsemani” che prende in considerazione diverse categorie di lavoratori tra cui impiegati, medici, infermieri, addetti al front office etc , gli insegnanti presentano un rischio di patologia psichiatrica doppio rispetto agli altri dipendenti pubblici e la maggior parte di esse sono cause di inabilità al lavoro provocate dall’attività d’insegnamento
Oggi però in più rispetto al passato si pretende per legge dagli insegnanti di accogliere e risolvere tutte le situazioni di svantaggio,economiche ,culturali, linguistiche e sociali in classi sempre più numerose, in strutture sempre meno adeguate, continuando a rivoluzionare i metodi , i programmi ed il materiale didattico, prolungando l’età pensionabile senza pietà e frenando così il necessario turn over generazionale tra gli insegnanti.
A questo si aggiunge anche che la società, le famiglie ed i giovani rifiutano qualsiasi forma di sanzione sia sotto il profilo culturale nel mondo degli adulti , che sotto quello relazionale nel mondo giovanile. Ecco allora che quello che è successo non deve meravigliare , perchè in certe classi l’insegnante è sottoposto ad uno stillicidio di azioni provocatorie di diversa gravità per cui non basterebbe tutta l’ora per sanzionarle tutte, ma anche quando le si sanziona in certi ambienti spesso non si ottengono risultati, perchè anzi si resta ancora più isolati.

Michele Partesotti

La valle perduta

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C’era una volta una valle non tanto grande , ma neanche piccola, vicina alle grandi montagne, ma non lontana dalla grande pianura. In questa valle le colline partono da Montecchio Maggiore, ancora dominata dal  Castello dei Montecchi, e a poco a poco diventano montagne, crescendo in altezza fino a formare un massiccio roccioso, famoso per le gesta eroiche dei nostri soldati che tra milioni di indicibili sofferenze non lasciarono mai avanzare di un metro il nemico: il Pasubio. Giù da queste montagne scorre l’Agno ,che parte da Recoaro celebre per le  acque e passa da Valdagno da dove il Conte Gaetano Marzotto , a capo nell’ottocento di un’impresa che si fregiava del titolo di “Ente morale”, fece costruire una ferrovia per collegare le sue fabbriche ed il suo paese a Vicenza.  In questa valle fino a metà degli anni ottanta passava una statale lunga e dritta , fiancheggiata da una ferrovia su cui transitava un treno piccolo , ma efficiente, che si fermava nelle sue stazioncine in stile alpino; dopo la guerra questa valle era ancora costellata di case padronali d’epoca rinascimentale. Nel frattempo però le concerie di Trissino avevano continuato ad acquisire quote di mercato grazie anche al fatto che la Germania aveva rinunciato alle sue quote di produzione della pelle, considerando l’attività conciaria troppo inquinante. Neggi stessi anni la Miteni scaricava inquinanti che avvelenavano le falde giù fino a Cologna Veneta. In questo contesto culturale e politico viene smantellata la ferrovia fatta dai Marzotto . Per allargare la strada? No, la strada principale non cambia . Nel decennio successivo però, negli anni 90 viene iniziata una superstrada sulla sinistra dell’Agno che parte da Valdagno e che si ferma inspiegabilmente dopo circa 10 km senza nessun raccordo con la statale, dopo essere passata sotto l’abitato di Cornedo Vicentino. Dopo il 2000 poi viene iniziata un’altra superstrada che inizia da Montecchio Maggiore , ma si ferma anch’essa dopo circa 10 km ricongiungendosi alla vecchia statale vicino a Trissino. Poi viene iniziata la pedemontana ed è un tripudio di gigantesche rotatorie che si sussueguono a circa un chilometro l’una dall’altra a comnciare da Trissino per arrivare a Valdagno, per più di dieci chilometri lungo la vecchia statale che si trasforma da lungo rettilineo in una serie pazzesca di tornanti.  Naturalmente non manca un gigantesco nuovo raccordo autostradale a Montecchio maggiore con le relative altrettanto gigantesche rotatorie. Tutto questo avveniva e continua ad avvenire in una valle abitata da laboriosissimi ed attivissimi cittadini veneti, convintissimi di essere ben governati anche perchè lungo tutta la valle circola un solo giornale e la gente è troppo occupata nei suoi affari per occuparsi anche di politica .

Michele Partesotti

Perchè aliquote diverse?

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Con la progressività delle imposte si compensano le detassazioni per i redditi più bassi in modo semplice ed efficace. Si tratta di una necessità, oltre che di una regola dettata dalla Costituzione.La detassazione dei redditi più bassi , c.d. no tax area, è uno strumento di equità che se viene applicato anche alla piccola proprietà immobiliare ed alle piccole imprese artigiane può consentire a chi ha pochi mezzi il mantenimento del patrimonio immobiliare avuto in eredità o, nel caso di piccoli artigianio, la sopravvivenza di attività di valore. Per farlo è però necessario applicare una tassazione progressiva anche su imposte come l’IMU e l’IRES, perchè la situazione contabile dello Stato  così come la necessità di sempre di compensare le uscite con le entrate possono essere realizzate bene ed immediatamente con l’applicazione della progressività delle aliquote, intesa anche come una scelta di solidarietà utile per salvare un patrimonio produttivo ed immobiliare insostituible.

OK IL DISTRETTO VERTICALE DIFFUSO

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Una azienda , caratterizzata da un modello organizzativo e da una filosofia del lavoro in cui tutti si immedesimano senza sapere cosa stanno producendo, in un contesto di lavoro che riempie tutta l’esistenza. Un’azienda che produce dallo spremiagrumi, al decoder, dal frigorifero alla lavastoviglie per esportare in tutto il mondo. Una produzione che non e’ localizzata in base alla collocazione nel territorio , ma  che invece si caratterizza per la forte capacita’ di penetrazione commerciale, con prodotti semplici, affidabili e low cost. Chi ha ideato tutto questo ha sintetizzato tre modelli: il distretto italiano caratterizzato dall’identita’ nella specializzione di filiera, l’azienda giapponese di dimensioni globali che produce dalla pellicola per foto all’auto da corsa, la societa’ di servizi USA capace di sbaragliare tutti i concorrenti con il low cost: OK !

Quando si produce nella UE, pero’, si va incontro a controlli che riguardano la sicurezza, a regole che riguardano la salute, a limiti che riguardano le immissioni nell’aria e nell’acqua, alla tutela della dignita’ del lavoro, etc

Ok per il capitale, ok per il mercato , ok forse per la tecnologia, ma il lavoro e’ ok? La natura e’ ok?

Prof. Michele Partesotti