GIOVANI

Standard

I giovani spesso non sono e non vogliono essere più bravi dei loro coetanei e quando lo diventano lo vivono come un evento casuale.
Insomma è paradossale che in una società che scava un solco incolmabile tra ricchi e poveri e che proclama di volere la meritocrazia i ragazzi rifiutino caparbiamente le differenze tra di loro.
Chi li conosce perchè vive con loro tutti i giorni sa che in fondo hanno ragione perchè spesso le differenze le impone la società e la vita.
Il posto di lavoro per i giovani è sempre più legato all’eventualità ereditaria e questo pesa molto sulla motivazione allo studio.
La mancanza di incentivi ,la precarizzazione da un lato e dall’altro la burocratizzazione  della progressione in carriera, percorsi di formazione e di aggiornamento superficiali,  hanno appesantito e reso inefficaci le politiche di selezione nel settore pubblico facendo anche  scadere la qualità delle professionalità sia nel pubblico che nel privato.

Tutto ciò ha inibito i più motivati  facendo prevalere alla fine la dinamica dei rappori informali, in assenza di percorsi di reclutamento e di avanzamento in carriera credibili.
Le imprese medio piccole poi, che operano in settori tradizionali, hanno dovuto puntare sulla riduzione del costo della manodopera, con la conseguenza che probabilmente è più facile essere assunti se NON si ha il titolo di studio .
C’è anche un problema di adeguamento del curriculum scolastico alle esigenze delle filiere produttive, ma quello che manca oggi  è la cultura ,tra gli imprenditori, della valorizzazione delle risorse umane interne e dell’importanza del radicamento del nucleo tecnico nel territorio
Allora si capisce perchè ieri si doveva fare concorrenza alla germania, oggi alla spagna, domani alla turchia e dopodomani all’india e alla cina.
Insomma l’Italia è un aereo con i motori imballati e le eliche FERME a bandiera: non ha senso continuare ad accelerare, bisogna cambiare il passo dell’elica, ingranare la marcia, far lavorare di più i giovani e meno gli ex giovani, esattamente il contrario di quello che si fa da anni.
Chi invece un lavoro fisso ce l’ha sa che ormai il potere d’acquisto è in caduta libera da 10 anni e allora ci si chiede :
come hanno fatto i maghi della statistica a calcolare l’inflazione al 2 per cento all’anno?
La risposta non al sapremo mai e per tutelarci credo che dobbiamo predendere un paniere deciso, condiviso e controllato in sede di unione europea: infatti se il tetto d’inflazione è programmato in base alle indicazioni della bce, sembra logico supporre che anche il controllo sull’inflazione reale debba essere effettuato in base a parametri, cioè appunto panieri, indicati dalla bce stessa per tutti i paesi dell’unione.

Michele Partesotti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...