Modificare i di…

Digressione

Modificare i diritti

Modificare la sfera dei diritti delle persone genera quasi inevitabilmente conflitti che si risolvono sostanzialmente in due modi: o attraverso rapporti di forza o attraverso faticosi compromessi , lunghi e graduali.

Il caso del diritto al reintegro nel posto di lavoro per licenziamento ingiusto è uno di questi.

Per evitare di scivolare nel confronto basato sui rapporti di forza si devono far presenti alle parti le possibili conseguenze: i sindacati potrebbero forse dimostrare che i licenziamenti sono un problema marginale nella valutazione di chi deve investire,ma non potrebbero evitare che i mercati finanziari mettano in difficoltà il sistema economico italiano a dispetto della razionalità della loro posizione; gli imprenditori possono forse provare che la produttività è bassa anche a causa del comportamento dei dipendenti, ma questo non significa niente per chi si rende conto che è l’azienda a dover trovare le soluzioni organizzative migliori, scelte che devono passare con il consenso dei lavoratori. I politici non possono prendersi altre responsabilità per il dissesto finanziario del paese.

Allora o si lascia che l’Italia vada a pezzi, per la felicità dei seccessionisti che disarmati non sono, oppure si cerca un compromesso.

Io non sono un giuslavorisata,ma da umile insegnante di scuola pubblica credo che un’idea possa essere quella di prevedere delle modalità applicative nuove per la parte che riguarda il giustificato motivo oggettivo. Mi sembra che si possa ipotizzare un licenziamento individuale  nel caso in cui il giudice rilevi un comportamento reiterato dissonante e dannoso per la realizzazione degli obiettivi del gruppo di lavoro , manifestato attraverso azioni osservabili che mettono in difficoltà i colleghi e che , pur non rientrando nei casi previsti per le sanzioni disciplinari o per lo scarso rendimento, provoca contrasti , esclusione di soggetti meritevoli, atti di prevaricazione e quant’ altro. In questi casi sarebbe giusto confermare il licenziamento con una liquidazione.

Nel caso invece non sussistano i fatti di cui sopra andrebbe previsto un periodo di cassa integrazione a piena retribuzione e a spese dell’azienda ,per dar modo al lavoratore di ricollocarsi. Finito questo periodo il lavoratore dovrebbe poter scegliere tra il reinserimento nell’azienda in altra mansione e retribuzione o una congrua liquidazione.

In ogni caso quello che non va perduto è lo spirito dello statuto dei lavoratori e cioè la volontà di proteggere le persone, nella fattispecie i dipendenti, dai prevaricatori sia sul piano politico che sul piano professionale

Michele Partesotti

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