Il volontariato organizzato

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Sarebbe molto utile trovare il modo di utilizzare le risorse dei giovani e degli immigrati in cerca di un impiego nei servizi sociali a supporto delle famiglie.
I problemi che gli enti locali devono risolvere senza averne spesso i mezzi sono relativi all’assistenza di persone non autosufficienti, alla sicurezza stradale e civile, alla tutela del territorio , all’istruzione permanente.
Questi problemi così urgenti si possono affrontare se si trasformano i disoccupati in una risorsa per la comunità: è un approccio sostenibile se lo si affronta sul piano nazionale in termini di principi generali, sul piano locale in termini di gestione.
Dobbiamo pensare ad una legge nazionale che sostituisca la vecchia leva obbligatoria senza riaprire le caserme, ma dando ai giovani la possibilità di scegliere, per alcuni mesi, tra addestramento militare, servizio di supporto alla sicurezza stradale,servizi per la tutela dell’ambiente, servizio per l’assistenza ad anziani ed invalidi, servizio come educatori o insegnanti per la lotta contro l’analfabetismo di ritorno (avendone le competenze). Allo stesso modo si dovrebbero coinvolgere gli immigrati senza lavoro che fossero disposti a mettersi a disposizione per la tutela del territorio e la manutenzione delle infrastrutture pubbliche.
Questi interventi avrebbero un costo molto basso e permetterebbero notevoli risparmi alle famiglie e alle amministrazioni nel medio periodo

La legge elettorale italiana

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La legge elettorale in Italia è singolare perchè contempla un cospicuo premio di maggioranza, nonostante le tragiche e più recentemente disastrose conseguenze che questo meccanismo ha innescato in passato.
Mi riferisco alla così detta legge Acerbo che nel 1923 fu approvata per volontà di Mussolini il quale voleva così impadronirsi del Parlamento per metterlo al proprio servizio, indipendentemente dalla volontà della maggioranza disgregata all’opposizione.
La stessa cosa la fece Calderoni  con grande volgarità quando impose una sua legge che , minando le basi della democrazia Parlamentare, aveva ed ha evidentemente lo scopo di dare il paese nelle mani di una maggioranza irresponsabile che lo avrebbe con ogni probabilità portato alla dissoluzione.
Dati i precedenti storici, la cosa che più deve stupire è che chi si definisce democratico si gingilli anch’egli con questi meccanismi esplosivi per la legittimazione popolare di chi governa o approva le leggi.
Una strada nel segno della continuità delle nostre istituzioni democratiche è quella del doppio turno, che funziona bene per l’elezione dei sindaci e che era già presente nell’ordinamento parlamentare italiano prima della grande guerra. Certo , non essendo oggi prevista in Italia l’elezione diretta del premier , si deve fare uno sforzo di fantasia per costruire un  doppio turno diverso rispetto al sistema francese e rispetto a quello dei comuni.
Allora si potrebbe pensare ad un sistema in cui al primo turno si presentano , con barriere del 2-3%, tutte le forze politiche ammissibili, le quali otterranno poi il riconoscimento di una percentuale di voti dell’elettorato su base nazionale. Poi , al secondo turno, si potranno presentare solo i primi 2 partiti che daranno così vita a 2 coalizioni a cui si dovranno aggregare tutti gli altri. A questo punto si potrebbe garantire ai partiti che si aggregano una quota di seggi ,nella coalizione a cui hanno aderito, proporzionata ai voti che aveva ottenuto al primo turno, assegnando in questo modo il 50% dei seggi della coalizione.

Il restante 50% dei seggi di coalizione dovrebbe essere destinato alle preferenze degli elettori.
Il secondo turno in questo modo non avrebbe bisogno né di premi o barriere , né di collegi uninominali , e con il meccanismo proposto si potrebbe garantire una rappresentanza a tutti i partiti della coalizione, che non avendo però un loro simbolo alle elezioni, non avrebbero una loro organizzazione partitica riconoscibile in parlamento e dovrebbe essere identificabili solo come membri della coalizione che li ha eletti.

Italy is the only modern democracy with an history that begins in the XIXth century in which national electoral law assigns a premium to the coalition that obtains more votes. This happens ignoring what this system has produced in Italy in the past. In fact the “Legge Acerbo” of 1923 was a choice of Mussolini that gave him the opportunity to control the Italian Parliment and in the recent past this premium was introduced by Calderoli, a seccessionist that has in this way renforced a coalition that has caused many dameges to Italy.

Now what is amazing is that many democrats seems to ignore these facts and don’t want to change these mechanisms.

In my opinion in Italy we have to think to another morte succesfull history: the double shift.

In fact it already exists in our major elections and it could be adapted also to th  Parliment elections, without many changes in Institutions.

We could have a first electoral round in which any party could be present, with proportional system and a small barrier of 3% to exclude parties too small.

Than in a second round we could admit only two coalitions were all tghe parties must end. To guarantee a democratic partecipation of any political force we could give to the parties merged a 50% of the seats obtained by their coalition, pro rata of the votes obtained on national basis in the first round. The second 50% of coalition seats would be assigned by the direct choice of citizens, starting from the coalition list.