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Passando in esame il numero di ore insegnate,da una recente ricerca dell’OECD risulta che nel 2008 il numero di ore annuali di insegnamento nella secondaria di secondo grado superava di poco le 600 ore annue sia in Francia che in Italia ( nel 2009 628 ore in Francia e 619 in Italia).

Il numero di settimane in cui si svolgono le lezioni è di 40 in Germania, 39 in Italia e 35 in Francia L’età della pensione per gli insegnanti in Francia è di 60 anni.

Un discorso a parte meritano le ferie degli insegnanti in tutti i paesi d’Europa:

esse corrispondono alla chiusura delle scuole che rimangono aperte al massimo per 200 giorni in Germania ed in Olanda, a cui si devono aggiungere la Danimarca e l’ Italia ,

Paesi con sistemi d’istruzione di qualità come il Regno Unito e la Finlandia non arrivano a 200 giorni annuali di lezione

I paesi in cui si va a scuola meno in Europa sono la Spagna, la Francia , ma anche la Svezia

Da un esame delle fonti Euridyce si rileva che il servizio degli insegnanti a scuola è obbligatorio:

–        in Belgio dal primo settembre fino al 30 giugno per un massimo di 184 giorni

–        in Finlandia si inizia intorno al 20 agosto e si finisce agli inizi di giugno per un massimo di 190 giorni di lezione annue

–        La Francia inizia l’anno scolastico il 3 settembre e finisce il 6 luglio per un massimo di 180 giorni annui di lezione

–        In Germania si va in genere dal 1 agosto al 31 luglio per un massimo di circa 200 giorni (nella maggior parte dei Lander)

–                  In Italia nelle secondarie di secondo grado si va dall’ultima settimana di agosto (per l’ammissione di chi ha il giudizio sospeso)  alla prima di luglio (per gli esami di Stato), per un massimo di 200 giorni di lezione

–        La Spagna prevede l’inizio dell’a.s.il 1 settembre e la fine il 30 giugno, per un     massimo di 175 giorni di lezione

Una riflessione su questi dati deve far pensare che considerando la particolare intensità ed importanza delle attività legate all’apprendimento, in tutta Europa si considera che l’impegno massimo non può superare i 200 giorni annui circa, consuetudine che risponde a necessità di aggiornamento, approfondimento, riposo psicofisico necessario per dare impulso all’impegno ed al rinnovamento educativo, didattico, pedagogico e culturale.

Mettere il corpo insegnante è personale qualificato che spende grande parte del tempo passato fuori dalla scuola per attività propedeutiche all’insegnamento o per attività obbligatorie per contratto, ma non conteggiate e non retribuite,come quelle facenti parte della stessa funzione docente :la programmazione didattica e la correzione delle verifiche scritte e la partecipazione alle attività collegiali .

Nei paesi in cui queste attività vengono svolte a scuola, esse sono anche remunerate ed in genere vengono quantificate in circa15 ore settimanali aggiuntive

A questo proposito la menzionata ricerca OECD rileva che:« La réglementation du temps de travail des enseignants varie sensiblement selon les pays. Les enseignants sont légalement tenus de travailler pendant un nombre d’heures déterminé par an dans la plupart des pays. Dans certains pays, toutefois, seul le nombre d’heures d’enseignement par semaine est spécifié, et le temps de travail hors enseignement (à l’école ou ailleurs) nécessaire par heure de cours peut faire l’objet d’estimations. »

Un’altra ricerca della stessa OECD più recentemente : “En Belgique (Communauté française), en Fédération de Russie, en Finlande, en France, en Italie et en Slovénie, le temps que les enseignants doivent consacrer à des activités autres que l’enseignement n’est pas réglementé, ni dans l’enseignement primaire, ni dans l’enseignement secondaire, mais cela ne signifie pas qu’ils jouissent d’une liberté totale en la matière. En Autriche, les dispositions légales concernant le temps de travail des enseignants se fondent sur l’hypothèse que les tâches qui leur incombent (la préparation des leçons et des examens, la correction des devoirs et des copies, la surveillance des examens et les tâches administratives) représentent un temps de travail total de 40 heures par semaine. En Belgique (Communauté flamande), le nombre d’heures à consacrer à des activités autres que l’enseignement au sein de l’établissement est fixé par les établissements. En revanche, le temps qui doit être consacré à la préparation des leçons, à la correction des copies et des devoirs des élèves, etc., n’est pas réglementé. Le gouvernement se borne à spécifier le nombre minimum et maximum de cours (de 50 minutes) que les enseignants doivent donner par semaine à chaque niveau d’enseignement (voir le tableau D4.1). »

 

In base alla stessa ricerca si stima che mediamente l’insegnamento vero e proprio rappresenti circa il 40 % dell’impegno professionale degli insegnanti, i quali svolgono le altre attività funzionali all’insegnamento  in alcuni casi sempre a scuola, in altri casi in parte a scuola in parte fuori .

L’insegnamento è un lavoro che richiede una fortissima motivazione caratteriale, culturale, affettiva e relazionale ed in Europa si è capito fin dai tempi dello stato liberale che non si possono remunerare con denaro queste qualità; ecco allora che è nata la consuetudine, anche dove gli stipendi sono assai più alti che in Italia, di non far lavorare a scuola gli insegnanti quando gli allievi sono in vacanza , perché la produttività non è data solo dal numero di ore di lavoro formalizzate.

Uno studio recente mostra come gli insegnanti siano la categoria più colpita da stress da lavoro correlato con effetti di caratteri psichiatrico.

Vorrei ricordare inoltre anche che gli insegnanti sono stati tra i primi a fare sacrifici in Italia con il blocco degli stipendi di due anni fa.

Per concludere sono convinto che chi esalta lo spazio che la tecnologia informatica deve avere nelle lezioni in classe, anche come strumento per aumentare il numero di allevi per dcocente,  non ha capito che la suola e’ l’unico posto in cui i ragazzi si ritrovano ancora tra coetanei per imparare a convivere civilmente, a comunicare verbalmente e a collaborare: il “direttore d’orchestra” va bene per persone gia’ formate e specializzate.

I nostri ragazzi a casa sempre più spesso non vedono ne’ genitori, ne’ nonni , ne’ parenti e devono mettersi davanti a una tv o a un video game per passare il tempo. Questo li impoverisce molto sul piano della comunicazione verbale e alla fine anche nella crescita affettiva e relazionale.

Ergo quello di cui hanno bisogno disperato e’ di passare almeno il sabato in famiglia e poi di andare  a scuola per ritrovare la sicurezza del loro gruppo di amici, in una classe poco numerosa dove si impara anche collaborando e comunicando civilmente, verbalmente e non, con al gestualita’ ,gli sguardi, i sorrisi etc

Michele Partesotti.

Dati statistici:

“Quel est le temps de travail des enseignants ?”

-Regards sur l’éducation © OCDE 2011

 

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