DA ROTTAMARE

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rottame

Sul tema del pareggio di bilancio si deve distinguere l’approccio contabile da quello evolutivo di sistema .

Il sistema economico deve sempre poter contare su una spesa pubblica in equilibrio, ma come prevede la Costituzione, tenendo conto anche del ciclo economico e garantendo i diritti di lavoratori e persone sprovviste di mezzi. Queste sono scelte e consuetudini che non devono essere messe in discussione da persone civili, se non altro perché i principi costituzionali sono prescrittivi.

Allora il necessario lavoro del contabile deve concentrarsi in primis e sempre sugli sprechi e solo quando il ciclo è favorevole su tagli per recuperare il disavanzo. Se non si opera così il sistema diventa semplicemente ingestibile perché attraverso politiche di riduzione della spesa pubblica e di restrizione monetaria si genera maggior povertà e disoccupazione, si impongono spese maggiori per l’assistenza ai cittadini sprovvisti di mezzi, si riducono le entrate fiscali e la domanda, si innesca la spirale perversa del declino.

Non ci si deve appiattire sul lavoro del contabile, si deve difendere la spesa pubblica di sistema , quella che da servizi pubblici che fanno parte del capitale prodotto nel paese, la spesa pubblica per infrastrutture utili a ridurre i costi per le famiglie e per le imprese, spese che vanno difese ed incrementate fortemente proprio nel corso della stagnazione, per rimettere insieme la domanda e gli investimenti e per dare al paese strutture efficienti tali da renderlo competitivo durante la ripresa che seguirà.

I ragionamenti di tipo pseudo etico sui paesi che si meritano la spesa pubblica , perché virtuosi, o sulle categorie definite privilegiate perché ambiscono alla pensione a 60 anni o poco più, derivano da rottami del pensiero economico europeo di stampo ottocentesco.

Quelli liberisti sono i veri rottami di stampo miracolista quando vogliono far credere che il sistema raggiungerà da solo l’equilibrio di piena occupazione: sono pensieri da rottamare perchè hanno prodotto la depressione del 29 nel mondo, come anche il grande divario nello sviluppo tra nord e sud del nostro paese quando non si è capito che lo sviluppo richiede investimenti compensativi dove il reddito è più basso e la disoccupazione più elevata, controllo sulla spesa per evitare sprechi e rigore fiscale anche verso i poteri forti della finanza che speculano senza mai investire nel territorio.

 

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