Sicurezza sociale

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Sicurezza sociale è un termine che comunemente ci rimanda ad un’idea passiva di cittadino che si attende di essere assistito dalla culla alla tomba, molto “Bismarkiana”.

Sicurezza sociale può e deve essere intesa invece come un concetto attivo che metta in primo  piano il diritto al lavoro coniugato con la difesa ed il potenziamento della capacità di produrre-

Così come nelle misure di prevenzione degli infortuni prima di tutto si assicurano le condizioni di sicurezza collettive ed in un secondo momento quelle di protezione individuale, anche in ambito macroeconomico vanno prima  garantite le condizioni che in primis garantiscono l’arricchimento di tutti,cioè la capacità di produrre ricchezza e di redistribuirla attraverso la remunerazione del lavoro,poi, in un secondo momento, si penserà ad arricchire i meritevoli investitori esterni.

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CONSIDERATO CHE IL PARLAMENTO E’ LA PRINCIPALE ISTITUZIONE ATTRAVERSO CUI SI ESPRIME LA SOVRANITA’ POPOLARE E CHE I CONSIGLIERI REGIONALI VENGONO ELETTI PER OCCUPARSI DELLE MATERIE CHE L’ART 117 DELLA COSTITUZIONE LASCIA ALLE REGIONI,

SE UNA DELLE DUE CAMERE DEVE ESSERE FORMATA DA CONSIGLIERI REGIONALI, NON SAREBBE LOGICO CHE SI OCCUPASSE PRINCIPALMENTE DELLE MATERIE DI COMPETENZA REGIONALE COME AD ES. IL TURISMO,L’ ISTRUZIONE PROFESSIONALE , LA SANITA’?

MI RIFERISCO NON SOLO AD UN’ESIGENZA CHE VIENE DALLA NECESSITÀ DI DIFENDERE IL PRINCIPIO DELLA SOVRANITÀ POPOLARE, MA ANCHE A QUELLA DI UN COORDINAMENTO TRA LA LEGISLAZIONE NAZIONALE E QUELLA LOCALE SULLE MATERIE DI LEGISLAZIONE CONCORRENTE, OLTRE CHE ALLA NECESSITÀ DI ARMONIZZARE GLI INTERVENTI DELLE REGIONI SUL TERRITORIO. UNA CAMERA DELLE REGIONI FORMATA DAI CONSIGLIERI REGIONALI DI MAGGIORANZA POTREBBE AD ES SOSTITUIRSI AI COMITATI STATO-REGIONI PER RENDERE COMPATIBILI COI PRINCIPI STABILITI A LIVELLO NAZIONALE TUTTE LE LEGISLAZIONI REGIONALI, EMANANDO DIRETTIVE DA APPLICARE POI IN OGNI REGIONE