RISTRUTTURAZIONE DEL LAVORO E DEL COMMERCIO

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Sul sole c’è un bell’articolo di fondo che parla della necessità di avere un nuovo Di Vittorio al sindacato, che rompa gli schemi iper garantisti a favore delle vecchie generazioni e che renda possibile creare nuovo lavoro per quelle nuove.

Si deve obiettare che la generazione del baby boom non è privilegiata per il semplice motivo che sarà la prima ad andare in pensione a 65 anni dopo che in genere ha cominciato a lavorare presto, prima dei 20 anni, ma non è questa la riflessione più importante.

Perché invece non pensare ad un altro Olivetti , ad un altro Gianni Agnelli, un altro Enzo Ferrari, un altro Conte Agusta, o un altro Raul Gardini eccetera eccetera.

Dove sono gli imprenditori che si gettano anima e corpo con tutte le loro risorse, rischiando tutto per dare all’Italia un sistema industriale importante e moderno ?

Cosa fa il governo nazional dem. di Renzi per proteggere i buoni costumi dell’economia civile nel nostro paese?

Quando si ascolta la radio e la TV si sente sempre solo tele leopolda che reclamizza le virtù del Jobs act e delle grandi riforme, ma in realtà si sta mettendo in gioco, attraverso il consolidamento della decontribuzione fiscale , lo stasto sociale con le pensioni, il servizio sanitario ed i servizi che dipendono dai comuni e dalle regioni.

Anche sulla scuola si parla solo di riforme , ma i tanto sbandierati investimenti della buona scuola sono meno di un quinto di quello che a suo tempo venne tagliato dalla coppia Gelmini-Tremonti.

Perciò  propongo un sistema di

“CERTIFICAZIONE DI QUALITA’ SOSTENIBILE“

che consenta all’ Unione europea di applicare delle tariffe doganali sui prodotti di aziende che non rispettano l’ambiente e la dignità dei lavoratori perché sfruttano i minori e le donne, non danno il riposo settimanale e le ferie, inquinano senza regole. Sarebbe un primo passo per superare l’assioma ideologico neo liberista secondo cui il commercio internazionale non deve conoscere regole.

In ogni caso non  qualsiasi governo che abbia a cuore il proprio paese deve agire per proteggere il sistema economico interno dall’ aggressione di una concorrenza sleale che dopo aver smantellato un quarto dell’industria adesso , attraverso i tagli, ci costringe a smantellare anche il sistema di sicurezza sociale dello stato distruggendo così il capitale umano ed il tessuto sociale su cui si basa lo stesso mercato competitivo