Crescita insostenibile

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commercio

La crescita insostenibile

 

Ci sono paesi nei quali la domanda interna sostenuta da una maggior propensione al consumo è dovuta in primis a condizioni di reddito generali più basse, che spingono le famiglie ad indebitarsi con maggior facilità, il che comporta una spinta verso la crescita economica che, in assenza di una diminuzione strutturale della disoccupazione, viene alimentata continuamente dal prestito bancario, drenando le risorse finanziarie disponibili per gli investimenti privati.

Vi è invece un paese che fonda la propria crescita economica su continui aumenti nelle esportazioni, il che alimenta forti capacità d’investimento privato che non si trasformano necessariamente in consumi interni più elevati senza una crescita dei redditi dei lavoratori dipendenti ed una conseguente generale maggior propensione al consumo. Inoltre , in sintonia con la teoria keynesiana, si può sostenere che la crescita economica fondata sull’aumento delle esportazioni di un singolo paese drena risorse finanziarie, di capitali, di investimenti privati e pubblici dalla comunità al singolo paese grande esportatore, che si accaparra quote di mercato internazionali sempre maggiori sottraendole alla disponibilità generale e mettendo in difficoltà gli altri. Questa posizione in passato ha generato conflitti anche armati , il che è assolutamente antitetico rispetto alle finalità della UE.

Quello che non è compatibile con un normale grado di QI è che si continui a perseguire il rigore di un parametro stabilito prima e al di fuori della crisi economica, che si voglia considerarlo indiscutibile a tutti i costi senza nessuna giustificazione economica, giuridica e logica.

E’ ragionevole ipotizzare che chi mette ancora al di sopra della necessità di una crescita equilibrata in tutta l’UE il cosiddetto rigore del pareggio, ipotizzare che costui abbia ben presenti i vantaggi e le opportunità che le difficoltà altrui presentano per la propria espansione commerciale e politica.

E’ bene che chi si oppone ad una revisione del patto di stabilita’ si domandi fino in fondo quali saranno le inevitabili conseguenze per il futuro della UE e delle relazioni internazionali, per non finire come quel famoso generale che , non essendosi mai occupato di politica, dopo aver vinto tutto finì con il doversi suicidare.

Prof. Michele Partesotti

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