Riflessioni, ovvero tre buone ragioni politiche per difendere la Repubblica Una e indivisibile

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Sintetiche conclusioni dell’analisi della riforma voluta da Napolitano

 

A cura del Prof. Michele Partesotti

Questa riforma, che viene rappresentata come l’abbandono del bicameralismo ed ungrande opportunità di cambiamento, mantiene nell’iter legislativo il percorso della doppia approvazione delle leggi in materia di riforma Costituzionale, nelle materie collegate al governo locale , ma anche in parte in tutte le altre materie di competenza dello Stato ove il nuovo art 70 stabilisce che :

“Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo sulla quale la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva.”

Pertanto mentre oggi la doppia approvazione è sempre necessaria per favorire una maggiore discussione in Parlamento e nel paese, poi lo sarà ancora per molte materie importanti di competenza dello Stato quando lo chiederanno i delegati delle Regioni , scelti dai partiti. 
Il potere del Senato delle Regioni di intervenire sulla discussione e sull’ approvazione di norme su materie di competenza esclusiva dello stato si configura fattivamente come un potere politico di controllo dei governi locali sulla potestà legislativa statale, di dubbia legittimità sotto il profilo del rispetto del principio di sovranità popolare, in quanto non legittimato da un mandato ad hoc degli elettori, spurio sotto il profilo del principio della separazione dei poteri, che limita di fatto l’autonomia della Camera eletta dai cittadini per l’esercizio della sua funzione principale: la potestà legislativa.
Questa funzione di controllo delle Regioni sullo Stato si instaura di fatto a causa sia dei procedimenti legislativi previsti da questa riforma, che della modalità di nomina dei Senatori da parte delle Regioni, portando il confronto politico in Parlamento dal merito del contenuto delle leggi, a complicazioni nel processo legislativo per altre cause , anche di carattere finanziario ( basti pensare al potere del Senato di proporre emendamenti su quasi tutte le materie di competenza dello stato ed alle modalità di approvazione delle leggi di Bilancio, che dà alle Regioni il potere di emendare il Bilancio dello Stato ): di fatto le regioni potranno accordarsi per inibire il Parlamento  nel legiferare  ed al governo di realizzare il suo programma ogni volta che lo riterranno necessario o utile per i loro scopi.
Questa riforma, presentata come necessaria per uscire dalla crisi economica non ha nessun effetto positivo né sull’ efficacia dell’azione di governo , né sull’ abbreviazione dell’iter legislativo, ma aggiunge un soggetto estraneo, le Regioni, nel percorso di approvazione delle leggi di competenza dello Stato , mantenendo nel contempo tutte le materie su cui le Regioni già legiferano nell’ ambito della loro esclusiva competenza ed aumentandole aggiugendo le materie che oggi sono di competenza concorrente.

 

Coordinamento orizzontale e verticale per i poteri delle Regioni

 

Il superamento della frammentazione e della disomogeneità nella gestione dei servizi e delle attività economiche di competenza delle regioni è un tema che potrebbe dare impulso all’economia di tutto il paese ,sia sotto il profilo del risparmio che dell’impulso all’attività economica .
Si tratterebbe insomma di dare alla camera delle regioni uno strumento normativo ad hoc, ad es. la direttiva, per fare in modo che tutte le regioni si diano norme omologhe , armonizzate tra loro (ad es. in Germania il Bundesrat ha uno strumento normativo , le “leggi cornice”, per coordinare l’azione dei lander)
Questa riforma , nonostante la sua lunghezza, si limita nell’art 117 a cancellare tutte le materie di competenza legislativa concorrente che oggi le regioni devono concordare con lo Stato, attribuendole in via esclusiva alle regioni,senza proporre soluzioni al problema del coordinamento verticale ed orizzontale delle funzioni legislative ed amministrative.

 

Omissioni e trasgressioni

I parlamentari non rappresentano più la nazione (art 67)
I parlamentari continuano a decidere da sé il proprio stipendio (art 69)

Il nuovo art 116 aggiunge ai poteri delle regioni autonome , come anche ai poteri di altre regioni che lo richiedano le seguenti materie:

“Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia limitatamente alle………
politiche sociali, n), o), …. politiche attive del lavoro e all’istruzione e formazione professionale, q), ….. commercio con l’estero, s) e u), ….. governo del territorio, possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, anche su richiesta delle stesse.”..Omissis

Il nuovo art 117  mantiene la potestà legislativa generale in capo alle Regioni ed aggiunge altre competenze delle Regioni

.”..rappresentanza delle minoranze linguistiche, ..pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno, di dotazione infrastrutturale, di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, di promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese e della formazione professionale; salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, in materia di servizi scolastici, di promozione del diritto allo studio, anche universitario; in materia di disciplina, per quanto di interesse regionale, ..”.Omissis

Come detto per tutte queste attività, strategiche per lo sviluppo economico e sociale del paese, non c’è uno strumento di coordinamento per generare economie e punti di riferimento virtuosi nella gestione dei servizi sul territorio.

Il nuovo art 118 attribuisce una generica responsabilità amministrativa per l’efficienza e l’efficacia delle funzioni esercitate dagli enti territoriali,  attribuisce la funzione  di controllo sulle attività amministrative locali in capo alla Magistratura, eliminando qualsiasi strumento di controllo e di indirizzo politico generale sulla gestione locale.

La sovranità è del popolo che la esercita nelle forme della Costituzione

 

Prof. Michele Partesotti

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