Un posto per gli immigrati

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E’ evidente per chiunque sano di mente che i profughi che fuggono dalla siccita’, dalla fame e dalle guerre, come anche quelli che non fanno altrocercare la liberta’, perche’ oppressi da regole arcaiche o da despotismi biechi, non si fermeranno neanche davanti alla morte.

Noi non possiamo lasciarli affogare , ma non possiamo neanche abbandonarli nel nostro territorio se vogliamo una societa’ civile ed ordinata.

Il numero dei profughi, a causa di insensate politiche di sostegno a regimi tirannici da una parte , come anche a ribelli integralisti dall’altra, continua a crescere

I paesi piu’ ricchi e potenti non posono chiamarsi fuori da questi flussi migratori, perche’ se abbandoano i paesi di frontiera questi ultimi non riusciranno ad arginare i flussi che, anche sotto la spinta della crescita demografica, diverranno incontenibili.

Come ha detto J. M. Keynes bisogna dubitare della sanita’ mentale dei politici che vogliono dare un assegno di disoccupazione ai muratori, quando mancano le case per la gente.

Mutatis mutandis, ci si deve porre il problema di come impiegare questi che sono in gran parte contadini in fuga per risistemare e mettere in sicurezza il territorio, cosi’ come  anche il patrimonio edilizio rurale che sta andando in forte declino per l’abbandono e l’ incapacita’ sempre piu’ diffusa degli eredi di curarsene.

Tra l’altro esistono anche regolamenti della UE che stanziano fondi consistenti per il ripristino edilizio delle aree rurali e di montagna soggette ad abbandono.

In ogni caso un problema di questa portata merita un tentativo serio di integrazione economica dei migranti, che e’ l’unico vero modo per trasformarli da minaccia a risorsa.

Tra le pieghe degli istituti giuridici che ci hanno tramandato i nostri antenati ce n’e’ uno che si chiama enfiteusi e che forse sarebbe il caso di recuperare e anche di rimettere in auge con le dovute modifiche ed adattamenti.

E’ il diritto di utilizzare il fondo altrui percependone i frutti con l’obbligo di migliorarlo e di pagare una prestazione in danaro o in natura.

Se i nostri legislatori, tra una riforma e l’altra, mettessero mano anche a questa, potrebbe scaturirne una soluzione, modificando questo istituto in modo da dare al proprietario che concede al migrante un’esenzione fiscale completa per tutto il periodo, riducendone la durata e rendendolo non alienabile ne’ trasmissibile, concedendo al migrante l’accesso ai fondi europei per le opere di ristrutturazione e di manutenzione straordianaria.

Una riforma ben congegnata dell’enfiteusi potrebbe permettere di estenderla anche a fabbricati ad uso civile e commerciale in aree urbanizzate e potrebbe aver successo per risolvere il problema dei proprietari incapienti che abbandonano gli immobili, il problema dei migranti da mettere sotto un tetto, il problema dell’abbandono del territorio ed il problema del mancato utilizzo dei fondi europei.

Prof. Michele Partesotti

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