CHI DEVE VOTARE

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sovranità

Uniti si cresce ,  recitava un vecchio slogan coniato all’indomani della guerra civile in Yugoslavia e dell’affermazione elettorale della Lega Nord, seccessionista , in Italia.

Dall’altra parte eccheggiavano slogan ancora più vecchi, di stampo barricadero, del tipo Roma ladrona etc.

In Italia fino ad oggi le cose si sono fermate lì, ma rimane sospeso il dilemma:è possibile la seccessione ? E se la Costituzione lo vieta, cosa fare se qualcuno indice un referendum irregolare.

Ripugna a chi ha a cuore la democrazia vietare di votare e l’esempio inglese dimostra che fino ad oggi paesi con un’identità storica forte sono riusciti a rimanere uniti nonostante le spinte dei seccessionisti.

Ma il quesito, dal punto di vista istituzionale è un altro: come conciliare le libertà democratiche di ciascuno con l’esigenza oggettiva di rimanere uniti in un contesto europeo e globale dove un piccolo stato regionale sparirebbe dal punto di vista politico ed economico.

La Costituzione italiana all’art 1 da una delle più significative rappresentazioni della sovranità ed è proprio nelle forme e nei modi in cui si esercita il voto che si deve trovare una via d’uscita. Se fosse vero che è giusto votare anche per la seccessione allora ci si dovrebbe chiedere onestamente : chi deve votare?

E’ possibile che in una nazione dove le diverse comunità hanno convissuto per secoli o anche solo per decenni, dove infrastrutture, capitale umano e sociale, risorse finanziarie e culturali si sono mescolate e sono state condivise, dove le opportunità di sviluppo sono venute spesso prioritariamente dalla nazione di cui si fa parte, è possiblie che la seccessione sia decisa con il voto di una sola, spesso piccola parte della popolazione.

Fermo restando che l’Italia resta una ed indivisibile e che questo principio costituzionale imprescrittibile non consente nessun azzardo all’inglese, in un paese dove fosse legale il voto per la seccessione credo che questo voto dovrebbe essere esteso a tutta la popolazione del paese e non solo alle comunità che hanno  (o credono di avere) interesse a separarsi.

Prof. Michele Partesotti

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