Autonomia , identità e unità

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Per evitare di utilizzare la sussidiarieta’ come una clava, facendo rientrare dalla finestra cio’ che si e’ fatto uscire dalla porta (il centralismo), per tenere insieme l’autonomia delle regioni e l’unita’ del paese,unita’ intesa come identita’ culturale e come coesione economica e sociale, lo strumento normativo da utilizzare e’ quello delle leggi cornice,potenziate in guisa di direttive, emanate dallo stato verso le regioni.

C’e’ da ricordare che le leggi cornice esistono anche nella Rep. Fed. Tedesca e permettono di dare alle regioni un indirizzo comune nelle loro legislazioni,

In Germania nelle materie a legislazione concorrente le regioni esercitano la loro potesta’ se e quando lo stato non la esercita a sua volta, per cui si mantiene una superiorita’ gerarchica delle norme statali, tanto e’ vero che nelle materie di competenza concorrente lo stato fa leggi in via esclusiva tutte le volte che e’ nell’interesse dell’unita’ giuridica ed economica del paese

Se uno stato bene organizzato e basato su un ordinamento a carattere federale  prevede la possibilita’ dell’intervento centrale, sia attraverso leggi cornice, sia attraverso leggi federali , anche su materie di competenza delle regioni, il motivo dipende dalla necessita’ di un coordinamento attivo delle norme regionali, in modo che sempre ci sia una copertura normativa.

Nella realta’ italiana da   quando e’ stata approvata la riforma del 2001 si sono moltiplicati i conflitti tra stato e regioni , soprattutto sulle materie a legislazione concorrente, evidentemente perche’ lo stato non usa lo strumento delle leggi cornice o perche’ questo strumento va potenziato.D’altro canto l’Unione Europea usa due strumenti per dare “copertura normativa” ai Trattati: le direttive e la sussidiarieta’.

Riguardo la sussidiarieta’ e’ interessante notare come ancora in Germania il principio della sussidiarieta’ non venga esercitato in senso verticale dall’alto, come avviene appunto nella UE, ma bensi’ dal basso, con l’intervento normativo dei lander in assenza di una norma centrale, (art 72 cost rep. fed.), fino a quando lo stato centrale lo consente.

Questa modalita’ e’ senz’altro meno verticistica di quella adottata dalla UE e permette una maggiore aderenza delle iniziative alle esigenze del territorio.

In Italia purtroppo, le diverse politiche che le regioni possono fare grazie alla maggiore autonomia non hanno giovato ne’alle attivita’ turistiche, dove solo l’intervento del governo centrale sta rilanciando il settore, ne’ al trasporto pubblico dove ad es. per garantire il servizio bus in italia sono dovute intervenire le ferrovie dello stato , ne’ in agricoltura , dove siamo sempre in difficolta’ nell’ utilizzare i fondi europei della PAC, etc.

Lo strumento delle direttive , emanate dal Parlamento per armonizzare le norme regionali, ci puo’ permettere anche di dare impulso alla produzione normativa locale senza interventi troppo invasivi , anche prendendo spunto dalle  norme delle regioni piu’ avanzate, oppure aiutando le regioni a coordinarsi in attivita’ diffuse su tutto il territorio come l’agricoltura, il turismo, il trasporto locale, lo stoccaggio dei rifiuti, la produzione di energia, la gestione delle risorse idriche, etc.

In conclusione una maggiore autonomia alle regioni , senza strumenti di coordianmento aggraverebbe lo scollamento tra nord e sud e ,in materie come l’istruzione, avrebbe un grande impatto sul modo di sentire l’identita’ culturale italiana da parte delle future generazioni.

Prof. Michele Partesotti

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