Quale sussidiareta’ ?

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Cosa succederebbe se nel nord est qualche ente locale avesse l’ardire di chiedere risorse per realizzare una metropolitana, che pure e’ necessaria per adempiere alle regole sulla limitazione dell’inquinamento,  per ridurre i costi del trasporto privato, per ridurre gli incidenti stradali nonche’ per dare impulso al lavoro e all’economia ?

Non succederebbe proprio niente perche’ le risorse vengono erogate su progetti decisi e definiti dall’alto.

Da circa vent’anni si discute e si agisce in Italia ed in Europa per lanciare e rilanciare forme di governo condiviso , che ruotano intorno all’idea che dove il piu’ piccolo ente o istituto non riesce , interviene quello accanto o quello maggiore , anche sostituendosi ad esso, per realizzare l’opera.  E’ un’idea con forti conseguenze sul piano organizzativo  , sia perche’ implica una relazione ed una condivisione stretti nell’azione tra enti diversi, che perche’ mette in primo piano la realizzazione del servizio o dell’opera che il soggetto pubblico deve in ogni caso fornire agli utenti.

Quello che si e’ un po’ trascurato, e che si trascura molto in ambito europeo , e’ la direzione del flusso decisionale che in una organizzazione collettiva e’ il fattore che ci permette di distinguere tra sistema autoritario e sistema condiviso.

L’autonomia ed il decentamento amministrativo sono simili solo in apparenza: implicano entrambi che l’attivita’ amministrativa si svolga in loco, ma la somiglianza finisce li’ perche’ con il decentramento il flusso delle decisioni e’ ancora e sempre dal centro alla periferia, mentre con l’autonomia abbiamo dei centri decisionali che progettano e realizzano per rispondere ai bisogni che vengono dal basso. Se un ente o un’istituzione deve realizzare, per poter agire, cio’ che e’ stato deciso al centro non possiamo piu’ parlare in questo caso di decisione e di azione autonoma e quindi siamo nell’ambito del decentramento.

II concetto di sussidiarieta’ non puo’ essere applicato prescindendo da considerazioni relative all’autonomia del processo decisionale, proprio perche’ trattandosi di uno strumento potente, che autorizza il piu’ grande a sostituirsi al piu’ piccolo, se lo si slega  da un flusso decisionale che parte dal basso , lo si trasforma in uno strumento di controllo gerarchico/autoritario, per tornare a forme di amministrazione centralista che allontanano il potere dalla gente e dai suoi bisogni

Sul piano dei costi poi, far decidere solo al soggetto piu’ grande anche nelle scelte di cosa fare, genera inefficienze legate allo scarso coinvolgimento della periferia ed alla poca aderenza dei progetti alle esigenze locali.

Tornando al quesito iniziale per far succedere qualcosa bisogna che sussidiarieta’ ed autonomia si muovano sempre in tandem con l’autonomia alla guida, lasciando al centro il compito di progettare i modelli da realizzare in risposta agli input che salgono dai territori, coinvolgendo tutti i soggetti in un percorso fattivo in cui anche la responsabilita’ e’ diffusa e tutti partecipano per correggere errori e superare ostacoli

Prof. Michele Partesotti

Un posto per gli immigrati

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E’ evidente per chiunque sano di mente che i profughi che fuggono dalla siccita’, dalla fame e dalle guerre, come anche quelli che non fanno altrocercare la liberta’, perche’ oppressi da regole arcaiche o da despotismi biechi, non si fermeranno neanche davanti alla morte.

Noi non possiamo lasciarli affogare , ma non possiamo neanche abbandonarli nel nostro territorio se vogliamo una societa’ civile ed ordinata.

Il numero dei profughi, a causa di insensate politiche di sostegno a regimi tirannici da una parte , come anche a ribelli integralisti dall’altra, continua a crescere

I paesi piu’ ricchi e potenti non posono chiamarsi fuori da questi flussi migratori, perche’ se abbandoano i paesi di frontiera questi ultimi non riusciranno ad arginare i flussi che, anche sotto la spinta della crescita demografica, diverranno incontenibili.

Come ha detto J. M. Keynes bisogna dubitare della sanita’ mentale dei politici che vogliono dare un assegno di disoccupazione ai muratori, quando mancano le case per la gente.

Mutatis mutandis, ci si deve porre il problema di come impiegare questi che sono in gran parte contadini in fuga per risistemare e mettere in sicurezza il territorio, cosi’ come  anche il patrimonio edilizio rurale che sta andando in forte declino per l’abbandono e l’ incapacita’ sempre piu’ diffusa degli eredi di curarsene.

Tra l’altro esistono anche regolamenti della UE che stanziano fondi consistenti per il ripristino edilizio delle aree rurali e di montagna soggette ad abbandono.

In ogni caso un problema di questa portata merita un tentativo serio di integrazione economica dei migranti, che e’ l’unico vero modo per trasformarli da minaccia a risorsa.

Tra le pieghe degli istituti giuridici che ci hanno tramandato i nostri antenati ce n’e’ uno che si chiama enfiteusi e che forse sarebbe il caso di recuperare e anche di rimettere in auge con le dovute modifiche ed adattamenti.

E’ il diritto di utilizzare il fondo altrui percependone i frutti con l’obbligo di migliorarlo e di pagare una prestazione in danaro o in natura.

Se i nostri legislatori, tra una riforma e l’altra, mettessero mano anche a questa, potrebbe scaturirne una soluzione, modificando questo istituto in modo da dare al proprietario che concede al migrante un’esenzione fiscale completa per tutto il periodo, riducendone la durata e rendendolo non alienabile ne’ trasmissibile, concedendo al migrante l’accesso ai fondi europei per le opere di ristrutturazione e di manutenzione straordianaria.

Una riforma ben congegnata dell’enfiteusi potrebbe permettere di estenderla anche a fabbricati ad uso civile e commerciale in aree urbanizzate e potrebbe aver successo per risolvere il problema dei proprietari incapienti che abbandonano gli immobili, il problema dei migranti da mettere sotto un tetto, il problema dell’abbandono del territorio ed il problema del mancato utilizzo dei fondi europei.

Prof. Michele Partesotti

LA LEGGE ELETTORALE ITALIANA

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La legge elettorale in Italia è singolare perchè contempla un cospicuo premio di maggioranza, nonostante le tragiche e più recentemente disastrose conseguenze che questo meccanismo ha innescato in passato.
Mi riferisco alla così detta legge Acerbo che nel 1923 fu approvata per volontà di Mussolini il quale voleva così impadronirsi del Parlamento per metterlo al proprio servizio, indipendentemente dalla volontà della maggioranza disgregata all’opposizione.
La stessa cosa la fece Calderoli  con grande volgarità quando impose una sua legge che , minando le basi della democrazia Parlamentare, aveva ed ha evidentemente lo scopo di dare il paese nelle mani di una maggioranza irresponsabile che lo avrebbe con ogni probabilità portato alla dissoluzione.
Dati i precedenti storici, la cosa che più deve stupire è che chi si definisce democratico si gingilli anch’ egli con questi meccanismi esplosivi per la legittimazione popolare di chi governa o approva le leggi.
Una strada nel segno della continuità delle nostre istituzioni democratiche è quella del doppio turno, che funziona bene per l’elezione dei sindaci e che era già presente nell’ ordinamento parlamentare italiano prima della grande guerra.

Certo , non essendo oggi prevista in Italia l’elezione diretta del premier , si deve fare uno sforzo di fantasia per costruire un  doppio turno diverso rispetto al sistema francese e rispetto a quello dei comuni.
Allora si potrebbe pensare ad un sistema in cui al primo turno si presentano , con barriere del 2-3%, tutte le forze politiche ammissibili, le quali otterranno poi il riconoscimento di una percentuale di voti dell’elettorato su base nazionale.

Poi , al secondo turno, si potranno presentare solo i primi 2 partiti che daranno così vita a 2 coalizioni a cui si dovranno aggregare tutti gli altri.

A questo punto si potrebbe garantire ai partiti che si aggregano una quota di seggi ,nella coalizione a cui hanno aderito, proporzionata ai voti che aveva ottenuto al primo turno, assegnando in questo modo il 50% dei seggi della coalizione.

Il restante 50% dei seggi di coalizione dovrebbe essere destinato alle preferenze degli elettori.
Il secondo turno in questo modo non avrebbe bisogno né di premi o barriere , né di collegi uninominali , e con il meccanismo proposto si potrebbe garantire una rappresentanza a tutti i partiti della coalizione, che non avendo però un loro simbolo alle elezioni, non avrebbero una loro organizzazione partitica riconoscibile in parlamento e dovrebbe essere identificabili solo come membri della coalizione che li ha eletti.

Prof. Michele Partesotti

DELITTI

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Il numero di delitti e’ in  costante calo in italia,nonostante l’impatto emotivo delle cronache televisive abbia convinto tutti del contrario.

Nonstante non ci sia ancora il diritto di sparare ai ladri in casa basta un dato: nel 2014 i delitti sono stati 475,mentre nel 1991 erano 1.916; nel 2015, il numero di omicidi commessi nel nostro paese è diminuito ancora, passando dai 475 dell’anno precedente a 468 (da www.lavoce.info)

Senza disturbare gli ideali civili e democratici perche’ tutti vogliamo innanzi tutto sentirci sicuri a casa nostra,siamo sicuri che il ladro che vuole rubare a casa nostra sara’ impaurito fino al punto da rinunciare a venire a rubare perche’ sa che potremmo sparargli?

Non c’e’ il riscchio che sapendo che potremmo essere armati e che se  gli spariamo ci daranno ragione, il ladro spari prima e meglio di noi, che ci colpisca anche se siamo disarmati a scopo “precauzionale” ?

A chi giova tutto questo ?

La sicurezza va difesa prima di tutto usando l’intelligenza,, con la forza   della ragione !

 

ALITALIA vs LOW COST

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Un’idea per combattere i “mastini” low cost

 

Una grande compagnia aerea come Alitalia dovrebbe riuscire, in un mercato in continua crescita , ad accattivarsi le simpatie dei clienti, se non altro perche’sono sempre di piu’ quelli che hanno a che fare con i siti di compagnie di volo low cost e che si devono misurare con ribassi e rialzi continui, offerte di servizi aggiuntivi sempre piu’ aggressivi e invasivi, violazione continua della riservatezza dei dati personali attraverso richieste vessatorie di accesso alle password personali delle e-mail per poter concludere le prenotazioni.

Ecco che allora mi viene in mente quello che gli economisti chiamano “prezzo di domanda”, che sta ad indicare il prezzo che il consumatore e’ disposto a spendere per un bene od un servizio.

Credo che i “mastini” di cui parlo si possano battere semplicemente riordinando l’offerta, in modo rivoluzionario , ma non particolarmente complesso.

Si puo’ipotizzare di impostare il sito per le prenotazioni chiedendo al cliente quanto e’ disposto a spendere realmente per quel volo (contando che il cliente chieda il prezzo del volo della concorrenza) per poi offrire lo stesso volo a condizioni leggermente piu’ vantaggiose (se possibile) e comunque non superiori a quelle praticate in quel momento agli altri clienti. Si moltiplicherebbero sicuramente gli accessi al sito di Alitalia e si darebbe cosi’ a molti la possibilita’ ,quanto meno, di cercare una concreta alternativa alle condizioni imposte dalle low cost .

Prof. Michele Partesotti

Lo spirito dell’Unione

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Nel 1989 grande era il fervore e l’entusiasmo per la costruzione di uno spazio dove tutti potessero circolare liberamente:

le imprese con i loro prodotti, gli imprenditori con i loro capitali, i lavoratori con il loro bagaglio di competenze e di speranze, gli studenti con la loro voglia di andare via.

Dove sono oggi gli alti Commissari dell’Unione Europea che devono vigilare sul rispetto dei trattati, quando l’ultimo paese entrato nell’Unione si fa beffe dei principi su cui si fonda l’Unione stessa, costruendo barriere assurde che servono solo ad esasperare turisti, pellegrini e pendolari ? Faceva freddo e in questo paese sassoso era appena nevicato, quando si è presentata una scena degna più della seconda guerra mondiale che della guerra fredda con questi anziani fatti scendere in fila per uno per controllare i documenti, come appunto in tempo di guerra.La foto che ho scattato è emblematica di quello che accade continuamente ai confini con l’ultimo paese balcanico entrato nella UE, ai confini con la Slovenia, dove una comitiva di turisti anziani viene fatta scendere alle 10 di sera dal pullman proveniente appunto dalla Slovenia e diretto a sud.

E’ sbagliato minimizzare questi comportamenti xenofobi che fanno dei migranti e degli stranieri in generale i capri espiatori per tutti i mali di paesi economicamente e culturalmente fragili o deboli.

E’ un film già visto, è lo stesso film che si è visto quando sono stati messi nei ghetti gli ebrei, per avere qualcuno che facesse da capro espiatorio in caso di necessità

E’ il film che ci porta dritto verso la distruzione dell’Unione Europea perchè negare la libera circolazione delle persone è negare la stessa ragion d’essere dell’Unione fondata sul riconoscimento reciproco, sulla libertà di movimento, su comuni valori e norme per il rispetto della persona.

Michele Partesotti

Tra scienza e misticismo

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Sarebbe bello destinare ad un uso migliore,o meglio a qualche utilizzo, l’ultimo degli insensati monumenti di Calatrava a Valencia, quello che dovrebbe potersi aprire verso l’alto, trasformandolo in un luogo di culto moderno. Utilizzato in questo senso potrebbe competere anche con la Sagrada Famiglia per attrattiva, se si organizzassero delle funzioni spettacolari ad esempio per Pasqua con l’apertura de tetto e grandi fasci di luce verso l’alto a simboleggiare la Risurrezione o altri eventi mistici.

Simili manifestazioni, oltre a dare un senso all’opera potrebbero rilanciare in chiave nuova, aperta ai giovani ed ai turisti, il sentimento religioso ed il messaggio cristiano di Pace, di universalità e di convivenza .